Avviare un’attività a Dubai rispetto all’Italia può offrire numerosi vantaggi, a seconda degli obiettivi e delle esigenze specifiche dell’imprenditore. Ecco alcuni dei principali vantaggi:

1. Basse aliquote fiscali

Dubai: le imposte sulle società sono notevolmente inferiori a quelle in Italia. Fino a poco tempo fa, Dubai non imponeva un’imposta sul reddito delle società (tranne in alcuni settori specifici come l’energia o il settore bancario), ma ha introdotto un’imposta sul reddito delle società nel 2023 con un’aliquota del 9% per le aziende che superano un certo limite di reddito.

Italia: in Italia, l’imposta sul reddito delle società (IRES) è del 24%, oltre a varie imposte locali e regionali, che possono aumentare l’onere fiscale complessivo.

2. Semplificazione delle procedure

Dubai: le procedure burocratiche sono generalmente più snelle e veloci. Dubai offre anche zone franche in cui le aziende possono essere costituite senza la necessità di un partner locale, con vantaggi fiscali e operativi.

Italia: la burocrazia in Italia può essere complessa e lenta, con molteplici passaggi per registrare un’attività, ottenere licenze e permessi e gestire le scartoffie fiscali.

3. Accesso ai mercati internazionali

Dubai: Dubai è un hub commerciale internazionale che funge da porta d’accesso ai mercati del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Asia e oltre. Grazie alla sua posizione geografica strategica, le aziende di Dubai hanno vantaggi logistici e di networking con altri paesi.

Italia: mentre l’Italia è ben collegata all’Europa e al Mediterraneo, Dubai offre una posizione ancora più strategica per le aziende che mirano ai mercati asiatici e africani.
4. Legislazione flessibile e vantaggiosa

Dubai: le leggi commerciali di Dubai sono progettate per facilitare l’internazionalizzazione delle aziende e offrono molti incentivi, soprattutto nelle zone franche, dove i partner locali non sono necessari e gli imprenditori hanno una certa libertà di operare.

Italia: le leggi italiane sono più rigide in termini di strutture aziendali, protezione dei diritti dei lavoratori e passività fiscali. Ciò può essere più difficile per le piccole e medie imprese che cercano una maggiore agilità.

5. Incentivi per le start-up

Dubai: il governo di Dubai offre incentivi e incentivi per le start-up, tra cui finanziamenti, supporto infrastrutturale e incentivi fiscali, soprattutto nelle zone franche come Dubai Internet City e Dubai Silicon Oasis.

Italia: sebbene l’Italia offra incentivi per le start-up, come agevolazioni fiscali e finanziamenti, la concorrenza e la burocrazia rendono il processo di avvio più complesso.

6. Costi operativi inferiori

Dubai: i costi operativi (come l’affitto commerciale) sono spesso inferiori rispetto a città italiane come Milano o Roma, soprattutto in alcune zone franche.

Italia: i costi fissi in Italia, soprattutto per l’affitto e la manodopera, possono essere più elevati. Inoltre, le piccole imprese potrebbero incontrare più ostacoli nell’ottenere finanziamenti.

7. Accesso a una forza lavoro internazionale

Dubai: la città attrae talenti da tutto il mondo, grazie alla sua prospettiva internazionale e alla politica di reclutamento aperta. Inoltre, non ci sono restrizioni al reclutamento di lavoratori stranieri nelle zone franche.

Italia: Sebbene l’Italia abbia una grande forza lavoro qualificata, le restrizioni sul lavoro e la burocrazia sui visti per i lavoratori stranieri possono essere più severe.

8. Qualità della vita

Dubai: Dubai è nota per un’elevata qualità della vita, con infrastrutture moderne, eccellenti servizi pubblici, sicurezza e un ambiente cosmopolita. Tuttavia, il costo della vita può essere elevato.

Italia: L’Italia offre generalmente un’elevata qualità della vita, con cultura, bellezze naturali e una buona rete di servizi, ma i costi variano notevolmente tra le regioni e alcune aree, come le grandi città, possono essere costose.

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